Il prezzo del grano ieri sera a Chicago ha approfittato dell’attuale situazione di transizione, per fare un ulteriore balzo in avanti, mentre il mais è sceso e la soia si è mantenuta pressoché stabile, in una sessione caratterizzata da pochi scambi, in vista della festa del Ringraziamento che verrà celebrata negli stati Uniti domani, giovedì 26 Novembre.
Questa settimana infatti, il volume degli scambi è stato inferiore rispetto alle precedenti, con alcune prese di profitto in virtù del fatto che il mercato giovedì rimarrà chiuso e la sessione di venerdì sarà fruibile solo per metà.
Così, il grano ieri sera è salito del 2,08%, beneficiando di una serie di situazioni tra cui la valutazione settimanale dello stato delle colture del grano invernale americano che ha mostrato solo il 43% delle estensioni tra buono a eccellente, ovvero tre punti in meno rispetto alla scorsa settimana.
Questa percentuale non si vedeva, in questo periodo dell’anno, dal 2012.
Anche il dollaro abbastanza debole sta favorendo il grano, poiché un biglietto verde svalutato, rende questo prodotto più competitivo nelle esportazioni.
Il mais, al contrario, ha subito delle prese di profitto, con un rendimento medio dello 0,17%, e nessuna attività verso l’esportazione ieri è stata comunicata dal Dipartimento dell’Agricoltura Statunitense.
La soia, dopo otto sedute consecutive tenute a rialzo, ha finalmente fatto una sosta, chiudendo quasi a pareggio (-0,02%).
Certamente alcune piogge sparse in Sud America, hanno contribuito a alleviare la tensione, ma, purtroppo, si prevede che la siccità è destinata a perdurare e se così sarà, il raccolto verrà seriamente compromesso.
I broker, infatti, hanno gli occhi puntati sulla soglia tecnica dei $ 12 per staio, che con ogni probabilità sarà raggiunta brevemente alla ripresa delle negoziazioni lunedì 30 Novembre.
Le voci sulla cancellazione di alcune spedizioni di soia verso la Cina, hanno contribuito ad abbassare momentaneamente il prezzo dei semi oleosi, ma questa informazione ancora non è stata confermata.
