Il mais sfiora il massimo, il grano lo insegue, la soia viene trainata dai primi due

Parigi viene stimolata dalla gelata di primavera e dal blocco temporaneo dei porti in Ucraina

Le vendite settimanali all’esportazione rilasciate stamattina dall’USDA e relative alla settimana conclusa l’1 aprile, contemplavano dei dati per lo più ribassisti.

La soia ha ottenuto i risultati peggiori, spingendo i totali esportati al minimo dell’anno di commercializzazione in corso, sia per il vecchio raccolto che per il nuovo.

Le vendite all’esportazione di soia, infatti, hanno visto una riduzione nelle vendite fatte precedentemente su vecchi raccolti, di 3,4 milioni di bushel, mentre di nuovo raccolto sono stati venduti 12,4 milioni di bushel, creando così un totale di 9,0 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 comunque mantengono ancora con un vantaggio dominante rispetto al ritmo dello scorso anno, avendo raggiunto ormai 2.027 miliardi di bushel.

Anche le spedizioni di soia sono scese al minimo dell’anno di commercializzazione essendosi attestate a 12,7 milioni di bushel.

L’Egitto è stata la destinazione numero 1.

Messico, Costa Rica, Indonesia e Taiwan hanno completato i primi cinque.

Le vendite di mais, invece, sono andate meglio, anche se erano del 54% inferiori rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.

Le vendite all’esportazione del mais, in particolare, sono state di 29,8 milioni di bushel per quanto riguarda i vecchi raccolti, ovvero in diminuzione del 5% di settimana in settimana, mentre per quel che riguarda i nuovi raccolti sono state pari a 2,0 milioni di bushel, per un totale complessivo di 31,8 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono ancora quasi il doppio rispetto allo scorso anno, con 1,416 miliardi di bushel.

Le spedizioni di mais invece sono state decisamente più forti.

Attestandosi a 80,8 milioni di bushel, hanno visto un progresso del 6% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.

La Cina ha superato tutte le destinazioni, con 22,8 milioni di bushel.

Il Messico ha portato a casa 18,6 milioni di bushel.

Giappone, Corea del Sud e Colombia hanno completato i primi cinque.

Per quanto riguarda il sorgo, le vendite all’esportazione hanno visto ancora delle riduzioni rispetto alla scorsa settimana, il che che ha spinto i totali notevolmente al di sotto della media delle quattro settimane precedenti.

Tuttavia, i totali cumulativi per la campagna 2020/21, con 157,1 milioni di bushel, stanno ancora quasi triplicando il ritmo dello scorso anno.

Per quanto riguarda il grano, la scorsa settimana le vendite di grano vecchio raccolto sono scese al minimo della campagna di commercializzazione attestandosi a soli 3,0 milioni di bushel.

Tuttavia, le vendite sui nuovi raccolti sono state pari a 19,5 milioni di bushel, portando il totale a 22,5 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 a questo punto, attestandosi a 746,6 milioni di bushel, sono solo leggermente superiori al ritmo dello scorso anno.

Le spedizioni di grano invece, attestandosi a 23,3 milioni di bushel, sono aumentate del 23% al di sopra della precedente media di quattro settimane.

La Cina è stata la destinazione numero 1.

Messico, Corea del Sud, Filippine ed Ecuador hanno completato i primi cinque.

Nel frattempo, però, i prezzi dei cereali americani hanno cominciato a salire poiché una siccità anomala sta colpendo le regioni di coltivazione del grano primaverile e del mais negli Stati Uniti e nel Canada creando preoccupazioni sulla prossima semina e richiamando l’attenzione sui rischi meteorologici.

Si prevede che circa due terzi della fascia del grano primaverile delle pianure nordiche degli Stati Uniti rimarranno troppo asciutti nella settimana a venire a causa della mancanza di pioggia.

Questa situazione, ovviamente, sta rallentando anche la semina del mais negli Stati Uniti, nel mentre la siccità presente in Brasile, sta acuendo ancor di più le preoccupazioni sul rendimento della safrinha.

Secondo Agroconsult, infatti, il mais safrinha potrebbe avere rese ridotte, a causa della semina tardiva legata alla lenta raccolta della soia.

La soia, dal canto suo, ovviamente sta beneficiando dello spillover del mais per trarre dei modesti guadagni.

Il Brasile prevede di esportare 16,3 milioni di tonnellate di soia ad aprile, rispetto ai 14,2 milioni di un anno fa e questo, ovviamente, sta limitando i guadagni.

Certamente i mercati dei cereali attendono con molta ansia le indicazioni delle previsioni sulla domanda e sull’offerta mensili del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) che saranno rilasciate domani.

Nel mentre gli operatori stanno prendendo delle posizioni molto importanti tali da spingere il mais a Chicago sopra i 580 dollari per bushel ed il grano che sta vedendo guadagni a due cifre su tutti i contratti.

In Francia, il principale produttore di grano dell’Unione europea, un’ondata di freddo nel corso di questa settimana ha visto dei minimi storici per le temperature di aprile e, così come oltre Oceano, le condizioni sempre più siccitose, hanno cominciato a smorzare l’entusiasmo iniziale sulle prospettive del raccolto 2021.

Una serie di gare internazionali ha contribuito a sostenere i prezzi del grano nonostante la forte concorrenza delle origini del Mar Nero.

Le operazioni di spedizione presso le principali strutture di esportazione dell’Ucraina sono state interrotte dall’oggi al domani quando i militari hanno iniziato ad eseguire esercitazioni nell’area.

Le strutture portuali nella regione di Odessa, compresi i porti di Mykolayiv e Kherson, sono sospese fino a nuovo avviso mentre l’esercito completa le esercitazioni di addestramento nella regione del Mar Nero in Ucraina.

L’Ucraina è il sesto più grande esportatore di grano al mondo e le strutture di esportazione del Mar Nero sono fondamentali per rifornire gli acquirenti internazionali di grano.

Secondo quanto ha affermato oggi l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite – FAO- i prezzi alimentari mondiali sono aumentati per il decimo mese consecutivo a marzo, raggiungendo il livello più alto da giugno 2014, guidati dai balzi negli indici di oli vegetali, carne e latticini,.

L’indice dei prezzi alimentari dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, infatti, ha registrato una media di 118,5 punti il mese scorso contro un 116,1 leggermente rivisto a febbraio.

La FAO con sede a Roma ha anche affermato che i raccolti mondiali di cereali sono rimasti sulla buona strada per raggiungere un record annuale nel 2020, aggiungendo che le prime indicazioni indicavano un ulteriore aumento della produzione per quest’anno.

Le previsioni sui cereali per la stagione 2020, infatti, sono salite a 2,765 miliardi di tonnellate da una stima precedente di 2,761 miliardi, indicando così un aumento del 2,0% anno su anno.

Inoltre, guardando al futuro, la FAO ha affermato di prevedere un aumento della produzione cerealicola globale per il terzo anno consecutivo nel 2021.

La produzione globale di grano è stata vista raggiungere un nuovo massimo di 785 milioni di tonnellate, in aumento dell’1,4% rispetto ai livelli del 2020, trainata da un brusco rimbalzo previsto in gran parte dell’Europa e dalle aspettative di un raccolto record in India.

Anche per il mais sono attese produzioni superiori alla media, con delle previsioni di raccolto record per il Brasile (la resa inferiore potrebbe essere compensata dall’aumento delle superfici) ed un massimo pluriennale previsto per il Sudafrica.

Di conseguenza, l’indice dei prezzi dei cereali della FAO è sceso dell’1,7% mese su mese a marzo, chiudendo otto mesi di guadagni consecutivi.

Tuttavia è ancora del 26,5% in più rispetto allo stesso periodo del mese scorso.

Tra i principali cereali, i prezzi all’esportazione del grano sono quelli diminuiti di più, scendendo del 2,4% nel mese, riflettendo buone forniture ed incoraggiando le prospettive di produzione per le colture 2021.

Nonostante i dati positivi sulle produzioni, per l’attuale stagione di commercializzazione 2020/21, l’utilizzo globale di cereali è previsto a 2,777 miliardi di tonnellate, ovvero il 2,4% in più rispetto all’anno precedente.

A guidare in gran parte i consumi sono le stime più elevate dell’uso di mangimi di grano e orzo in Cina, dove il settore zootecnico si sta riprendendo dalla peste suina africana.

L’indice dei prezzi degli oli vegetali, al contrario, è salito dell’8,0% nel mese per raggiungere il livello più alto da giugno 2011, innalzato dai prezzi più alti per gli oli di palma, soia, colza e girasole.

Il governo iraniano ha acquistato oltre 8 milioni di tonnellate di grano dagli agricoltori locali (marzo 2020-21).

Le stime fatte da GTC mostrano che quest’anno il governo acquisterà più di 9 milioni di tonnellate di grano dagli agricoltori.

Nel panorama del commercio internazionale, oggi l’agenzia di stato tunisina per i cereali ha acquistato circa 75.000 tonnellate di grano tenero.

Il grano è stato acquistato in tre partite, due ad un prezzo compreso tra $ 259,82 e $ 262,42 la tonnellata c & f entrambe fornite dalla società commerciale Soufflet.

La terza è stato acquistato a circa $ 259,89 la tonnellata c & f dalla società Casillo.

La spedizione è richiesta tra il 15 maggio ed il 25 giugno a seconda dell’origine fornita.

In questo contesto, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in aumento di 4,50 euro nella scadenza di maggio e di 2,25 euro in quella di settembre, quotando rispettivamente 211,75 euro, e 198,00 euro.

Una tonnellata di mais, ha guadagnato 2,25 euro nella scadenza di giugno e 1,50 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 215,25 euro e 211,50 euro.

Una tonnellata di colza è balzata di 16,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 512,75 euro, mentre ha guadagna 3,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 453,75 euro.

A Chicago, al momento della redazione del presente report [ 08/04/2021 19:36 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,2925 in aumento di 13,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,8075 in aumento di 20,25 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,1675 in aumento di 8,00 (¢/b).

Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 4,0740 in calo di 1,70 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni oltre Oceano

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)

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